N.6 2026 - Biblioteche oggi | Settembre 2026

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Quando il corpo diventa archivio: una lettura del tatuaggio

MARCELLO PROIETTO

Biblioteca e Centro di documentazione scientifica; Istituto Auxologico Italiano IRCCS, Milano; marcello.proiettobelfiore@gmail.com

Abstract

L’articolo esamina il volume di Jacopo Bezzi Il tatuaggio come archivio vivente. Cartografie del corpo e sua documentalità, evidenziando la sua proposta di interpretare il tatuaggio non semplicemente come una forma di espressione estetica o identitaria, ma come una forma di documentazione e memoria iscritta sul corpo. Attraverso tre casi di studio, il volume esplora il rapporto tra tatuaggio, autobiografia, pratiche artistiche, appartenenza e memoria della guerra. La metafora dell’“archivio vivente” offre l’opportunità di riflettere sulla materialità della memoria e sui confini della documentazione, mostrando come il corpo possa essere simultaneamente produttore, supporto e oggetto delle pratiche documentarie. L’articolo sottolinea inoltre le implicazioni per biblioteche e archivi, in particolare per quanto riguarda la contestualizzazione, il consenso, la privacy e la partecipazione del soggetto al processo documentario. Il tatuaggio emerge così come un caso esemplare attraverso cui riconsiderare la relazione tra traccia, persona, tempo, memoria e interpretazione, anche in un’epoca caratterizzata dalla riproduzione e circolazione digitale delle rappresentazioni corporee.

English abstract

The article examines Jacopo Bezzi’s volume Il tatuaggio come archivio vivente. Cartografie del corpo e sua documentalità, highlighting its proposal to interpret tattooing not merely as an aesthetic or identity-related form of expression, but as a form of documentation and memory inscribed on the body. Through three case studies, the volume explores the relationship between tattooing, autobiography, artistic practices, belonging, and the memory of war. The metaphor of the “living archive” provides an opportunity to reflect on the materiality of memory and the boundaries of documentation, showing how the body can simultaneously be the producer, medium, and object of documentary practices. The article also highlights the implications for libraries and archives, particularly with regard to contextualization, consent, privacy, and the subject’s participation in the documentation process. Tattooing thus emerges as an exemplary case through which to reconsider the relationship between trace, person, time, memory, and interpretation, also in an age characterized by the digital reproduction and circulation of bodily representations.

DOI: 10.3302/0392-8586-202606-042-1