Cara biblioteca, sii seria. Il “serious game” fra prassi, emozione, ipseità. Con un’intervista a Jean-André Ithier
linkedin.com/in/vivianavitari/; unibg.academia.edu/VivianaVitari
Abstract
Il testo esplora come la progettazione empatica dei “serious games” possa supportare un servizio di informazione bibliotecaria attraverso strumenti intermedi volti a promuovere un ecosistema sano di consapevolezza sociale. Prendendo come esempio l’innovazione del designer Doug Dietz nel campo della tecnologia sanitaria, illustriamo come la creatività possa trasformare ambienti ostili in spazi accoglienti, migliorando radicalmente l’esperienza dell’utente. Questa mentalità può essere estesa ad altri settori, comprese le biblioteche contemporanee che utilizzano il gioco e la gamification per affrontare complesse questioni di benessere culturale. Jean-André Ithier, vicedirettore della biblioteca dell’Hérault a Montpellier, nella sua intervista ha sottolineato come i giochi ludici possano incoraggiare i giovani a partecipare a percorsi educativi informali e partecipativi come la libertà di espressione e il pensiero critico. Il «serious game» «Chut!» rappresenta un significativo impegno istituzionale, in cui un approccio ludico viene proposto come strumento per stimolare l’immaginazione e l’autonomia. La biblioteca si assume la propria responsabilità nel produrre nuovi strumenti di conoscenza e nel contribuire a sbrogliare atteggiamenti abituali e pregiudizi cognitivi che ostacolano la qualità della vita civica.
English abstract
The text explores how the empathetic design of ‘serious games’ can support a library information service in in-between tools to foster a healthy ecosystem of social awareness. Using the example of designer Doug Dietz’s innovation in healthcare technology, we illustrate how creativity can convert hostile environments into welcoming spaces, radically improving the customer experience. This mindset can be extended to other sectors, including contemporary libraries that use gaming and gamification to tackle complex cultural welfare issues. Jean-André Ithier, the deputy director of the Hérault library in Montpellier, in his interview highlighted how playful games can encourage young people to take part in informal and participatory educational pathways such as freedom of expression and critical thinking. The serious game ‘Chut!’ represents a significant institutional commitment, where a playful approach is positioned as a tool to stimulate imagination and agency. The library embraces its responsibility to produce new knowledge tools and to help untangle habitual attitudes and cognitive biases that impede the quality of civic life.