N.4 2026 - Biblioteche Oggi | Maggio 2026

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Perché le biblioteche europee devono cambiare il loro approccio agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile - 2. Intervista a Stephen Wyber, Direttore Relazioni esterne IFLA

Giuseppe Vitiello

Abstract

In questa conversazione, Stephen Wyber dell’IFLA delinea una strategia basata su tre pilastri per integrare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite nelle attività di promozione delle biblioteche a livello globale, nazionale e locale. Affrontando la sfida della “stanchezza da SDG”, Wyber sottolinea che l’Agenda 2030 consente alle biblioteche di uscire dal «silo culturale» e di collaborare con i ministeri delle finanze e dello sviluppo, dimostrando il loro impatto trasversale sulla società. La conversazione approfondisce principalmente gli ostacoli tecnici e pratici legati alla misurazione dell’impatto delle biblioteche, in particolare la tensione tra indicatori proxy di alto livello e la realtà localizzata del lavoro bibliotecario. I partecipanti sottolineano l’importanza delle «Revisioni locali volontarie» e delle iniziative regionali, come l’uso da parte della Svezia della «Doughnut Economics», quali strumenti più efficaci per dimostrare come le biblioteche risolvano specifici problemi sociali. Per andare avanti, Wyber suggerisce di condurre revisioni della letteratura su come altri settori (come la sanità e la democrazia) misurano l’accesso all’informazione e di creare guide pratiche per la costruzione di indicatori locali. In definitiva, il gruppo conclude che, sebbene la standardizzazione dei dati rimanga una sfida, l’obiettivo è sviluppare la «capacità di localizzazione», garantendo che i bibliotecari possano tradurre le loro attività quotidiane nel linguaggio dell’impatto globale.

English abstract

In this conversation, Stephen Wyber of IFLA outlines a three-pillared strategy for integrating the UN Sustainable Develop-
ment Goals (SDGs) into library advocacy at global, national, and local levels. Addressing the challenge of “SDG fatigue,” Wyber emphasizes that the 2030 Agenda allows libraries to break out of the “culture silo” and engage with ministries of finance and development by proving their cross-cutting impact on society. The conversation mainly delves into the technical and practical hurdles of measuring library impact, particularly the tension between high-level proxy indicators and the localized reality of library work. Participants highlight the importance of “Voluntary Local Reviews” and regional initiatives, like Sweden’s use of “Doughnut Economics,” as more effective ways to showcase how libraries solve specific social problems. To move forward, Wyber suggests conducting literature reviews of how other sectors (such as health and democracy) measure information access and creating “how-to” guides for local indicator construction. Ultimately, the group concludes that while data standardization remains a challenge, the goal is to develop the “skill of localization,” ensuring librarians can translate their daily activities into the language of global impact.

DOI: 10.3302/0392-8586-202604-050-1