NEREIDE: lettori, pratiche e lettura aumentata
La Sapienza Università di Roma
La Sapienza Università di Roma
Università degli Studi Roma Tre
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Università degli Studi Roma Tre
Università degli Studi Roma Tre
https://www.prin-nereide.it
nereide.prin2022@gmail.com
Abstract
Il progetto di ricerca PRIN 2022 NEREIDE (NEw Reading Experiences In the Digital Ecosystem) indaga le nuove pratiche di lettura connesse all'evoluzione dell'ecosistema digitale contemporaneo. Invece di concentrarsi sugli aspetti tecnici dei diversi ambienti di lettura (cartacei vs. e-reader), il progetto si concentra sulla comprensione dei processi concreti attraverso i quali i lettori combinano strumenti analogici e digitali, alternandoli o utilizzandoli simultaneamente. In questo quadro, le due unità di ricerca del progetto —Università La Sapienza di Roma e Università Roma Tre — hanno collaborato per analizzare la pratica della “lettura aumentata,” un concetto che descrive come i lettori arricchiscono autonomamente i testi con risorse esterne al fine di approfondire, contestualizzare e ampliare il loro significato. La ricerca ha permesso di delineare i profili dei lettori, le strategie di lettura, le modalità di interazione sociale e gli utilizzi delle risorse on-line, offrendo una visione dinamica e sfumata dei comportamenti di lettura. Fa quindi luce sulla complessità dei percorsi interpretativi e sulla natura interattiva e in rete della lettura all'interno dell'attuale ecosistema dell'informazione digitale.
English abstract
The PRIN 2022 research project NEREIDE (NEw Reading Experiences In the Digital Ecosystem) investigates the new reading practices connected to the evolution of the contemporary digital ecosystem. Rather than focusing on the technical aspects of different reading environments (paper vs. e-readers), the project concentrates on understanding the concrete processes through which readers combine analogue and digital tools, either alternating between them or using them simultaneously. Within this framework, the project’s two research units — Sapienza University of Rome and Roma Tre University — collaborated to analyse the practice of “augmented reading,” a concept that describes how readers autonomously enrich texts with external resources in order to deepen, contextualise, and broaden their meaning. The research made it possible to outline reader profiles, reading strategies, modes of social interaction, and uses of on-line resources, offering a dynamic and nuanced view of reading behaviours. It thus sheds light on the complexity of interpretive pathways and on the interactive, networked nature of reading within today’s digital information ecosystem.
Presentazione della ricerca
La crescente diffusione delle tecnologie digitali ha trasformato profondamente il modo in cui leggiamo e interagiamo con i testi. In particolare, la lettura di un testo è sempre più spesso accompagnata da pratiche di ricerca, approfondimento e verifica che portano il lettore a consultare contenuti esterni disponibili in rete, ampliando e articolando l’esperienza di lettura indipendentemente dal supporto su cui il testo viene letto, cartaceo o digitale. Questo insieme di pratiche, che trasferisce ed espande nel nuovo ecosistema digitale le pratiche tradizionali di esplorazione dell’intertestualità, è stato descritto con l’espressione “lettura aumentata”, e si distingue dal testo aumentato nel quale i contenuti integrativi sono invece predisposti dall’autore o dall’editore. In questa prospettiva, la lettura non appare più come un processo lineare e chiuso nel testo, ma come un’attività in cui il lettore assume un ruolo sempre più attivo nell’ampliare e articolare la comprensione di ciò che legge. L’approfondimento può avvenire seguendo rimandi più o meno espliciti presenti nel testo, ma anche attraverso scelte di scoperta autonoma che riflettono la crescente complessità e la natura reticolare dei percorsi di lettura contemporanei.
Il tema della lettura aumentata costituisce il filo conduttore del progetto PRIN 2022 NEREIDE, New Reading Experiences in the Digital Ecosystem (finanziato dall’Unione europea - Next Generation EU, Missione 4 Componente 2 CUP F53D23007930006), una ricerca interdisciplinare dedicata allo studio delle trasformazioni delle pratiche di lettura nell’attuale ecosistema digitale.
Il progetto è stato coordinato dall’unità di ricerca dell’Università degli Studi Roma Tre (Gino Roncaglia, con la collaborazione di Ludovica Mastrobattista ed Elena Ranfa), che ha condotto la sperimentazione in collaborazione con il CoSMIC Lab Roma Tre, laboratorio specializzato nelle applicazioni delle neuroscienze allo studio del linguaggio (diretto da Francesco Ferretti, con la collaborazione di Alessia Vecchi), e ha visto la partecipazione di una seconda unità di ricerca, presso la Sapienza Università di Roma (Chiara Faggiolani, con la collaborazione di Maddalena Battaggia), integrata da una sotto-unità dell’Università di Torino (Maurizio Vivarelli, con la collaborazione di Lorenzo Verna).
In questa sede si presenta una sintesi, ancora parziale, dell’esito della ricerca, delineandone un primo quadro interpretativo. Il contributo intende in particolare offrire una prima restituzione delle attività svolte dalle unità di Roma Tre e Sapienza che hanno condiviso l’obiettivo di osservare e studiare il fenomeno della lettura aumentata dal punto di vista dell’esperienza del lettore.
I dati di dettaglio relativi ai risultati complessivi del progetto saranno presentati in articoli più estesi, attualmente in fase di preparazione.
Aumentare la lettura: i punti di uscita dal testo
La ricerca condotta presso il Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università degli Studi Roma Tre ha riguardato in particolare l’analisi dei comportamenti di lettura e dei processi attentivi attivati dai lettori di fronte a testi caratterizzati da diversi livelli attesi di rimando a informazioni e contenuti esterni. La sperimentazione ha posto al centro il lettore e le pratiche di approfondimento – spesso spontanee e difficilmente prevedibili – adottando un approccio reader-centered che studia le operazioni cognitive, attentive e comportamentali che accompagnano l’atto di leggere. In questa prospettiva, viene valorizzato il ruolo attivo del lettore nella costruzione del senso e del significato all’interno di un ecosistema informativo sempre più ibrido. La fruizione dei contenuti testuali tende infatti a configurarsi oggi come un processo dinamico, caratterizzato da continui movimenti di connessione, espansione e rielaborazione semantica attraverso strumenti digitali e risorse online. In questo quadro, l’analisi sistematica dei punti di fuoriuscita dal testo – i trigger, ossia punti in cui il lettore interrompe o sospende la lettura per cercare informazioni esterne – può offrire indicazioni preziose per comprendere meglio comportamenti, pratiche e abitudini di lettura nel nuovo ecosistema digitale. Allo stesso tempo, tali osservazioni possono fornire elementi utili per immaginare forme di editoria più consapevoli e maggiormente orientate ai bisogni e alle modalità di fruizione dei lettori.
Lo studio è stato progettato attraverso un disegno sperimentale a metodi misti, combinando una prova di lettura e sottolineatura su carta con una prova di lettura a schermo degli stessi testi, realizzata su computer presso il laboratorio CoSMIC Lab dell’Università Roma Tre, specializzato nelle applicazioni delle tecniche di neuroscienze allo studio del linguaggio. Durante la lettura digitale i movimenti oculari dei partecipanti sono stati registrati tramite un dispositivo di eye-tracking, che consente di osservare la distribuzione dinamica dell’attenzione lungo il testo, con una migliore comprensione della complessità dei processi cognitivi connessi all’atto del leggere.
L’obiettivo generale della sperimentazione è stato individuare quali elementi testuali inducano i lettori a interrompere la lettura per cercare, approfondire o contestualizzare informazioni esterne al testo attraverso l’uso del loro smartphone, osservando come tali comportamenti possano essere influenzati sia dalle caratteristiche del testo sia dal profilo di chi legge. Il campione – composto da circa 120 partecipanti – comprende tre gruppi principali: studentesse e studenti della scuola secondaria di secondo grado (15-18 anni), studentesse e studenti universitari (18-35 anni) e lettrici e lettori adulti (oltre i 35 anni).
Per la sperimentazione sono stati selezionati quattro brani riconducibili a due diverse tipologie (narrativa e saggistico-argomentativa) e caratterizzati da differenti livelli di potenziali rimandi a informazioni esterne al testo: i brani selezionati corrispondono alle prime pagine di Fidanzati dell’inverno (di Christelle Dabos), La vita decente (di Todd May), Gli anni (di Annie Ernaux) e La fidanzata automatica (di Maurizio Ferraris). Durante la prova cartacea, i partecipanti hanno sottolineato – secondo precise modalità – parole e passaggi percepiti come possibili spunti per ricerche o approfondimenti esterni, rendendo esplicita la dimensione consapevole della lettura aumentata. Nella prova a schermo, invece, la registrazione dei movimenti oculari ha permesso di osservare i pattern attentivi durante la lettura, fornendo una misura oggettiva della distribuzione dell’attenzione lungo tutto il testo e la durata della somministrazione.
Il confronto tra i diversi livelli di osservazione adottati nella ricerca suggerisce la presenza di un discreto nucleo di trigger comuni a più lettori, con una significativa convergenza tra le marcature esplicite prodotte dai lettori durante la lettura e i pattern attentivi rilevati dall’eye-tracker attraverso il tracciamento oculare. In linea generale, infatti, i passaggi sottolineati nel testo perché percepiti dai lettori come potenziali spunti di approfondimento tendono a coincidere con le aree delle mappe di calore che concentrano maggiormente l’attenzione visiva durante la lettura. Questo dato emerge considerando congiuntamente i risultati delle due modalità di rilevazione adottate. Sia nel test di lettura e sottolineatura sia nella sperimentazione tramite eye tracking, inoltre, i testi caratterizzati da un’alta densità di rimandi esterni risultano associati a un numero maggiore di passaggi sottolineati e a una maggiore presenza di nodi di densità attentiva nelle mappe di calore, mentre i testi a bassa densità di rimandi presentano un numero inferiore di marcature da parte dei lettori e una distribuzione dell’attenzione più omogenea.
L’analisi del campione evidenzia poi alcune interessanti differenze legate all’età e all’esperienza di lettura. In linea generale, i lettori più giovani mostrano un atteggiamento maggiormente esplorativo, con una più frequente propensione a segnalare parole o passaggi che richiedono chiarimenti o approfondimenti. Con l’aumentare dell’età e dell’esperienza, le strategie di lettura tendono invece a diventare più stabili e selettive: le interruzioni della lettura si riducono e cresce la capacità di individuare e gerarchizzare gli elementi informativi più rilevanti del testo. Questo andamento trova riscontro anche nelle mappe di calore registrate dall’eye-tracker, che mostrano una densità attentiva frammentata nei più giovani e sempre più selettiva e gerarchizzata nei lettori adulti, concentrata su nodi concettuali centrali del contenuto dei vari testi.
Nel complesso, la ricerca condotta dall’unità dell’Università degli Studi Roma Tre ha mostrato l’efficacia dell’approccio integrato adottato per lo studio dei comportamenti di lettura aumentata, come forma avanzata e consapevole di interazione con il testo, in cui la costruzione del significato dipende da processi decisionali, competenze linguistiche e strategie metacognitive attivate in maniera selettiva dal lettore. L’uscita dal testo, lungi dall’indicare una difficoltà di comprensione, costituisce piuttosto una modalità evoluta di negoziazione del senso, attraverso cui il lettore regola profondità, ritmo e direzione dell’interpretazione della lettura.
Pratiche, motivazioni e tempi della lettura aumentata
La ricerca condotta presso il Dipartimento di Lettere e culture moderne della Sapienza Università di Roma ha avuto l’obiettivo di esplorare in profondità i comportamenti di lettura e di lettura aumentata, osservandoli nei loro contesti quotidiani e nelle esperienze biografiche dei lettori e delle lettrici. In questa prospettiva, l’attenzione si è concentrata meno sui dispositivi in quanto tali e più sui processi, sulle motivazioni e sui significati che accompagnano l’atto del leggere all’interno dell’attuale ecosistema informativo anche digitale.
L’approccio metodologico adottato, in linea con quello del Laboratorio di biblioteconomia sociale e ricerca applicata alle biblioteche BIBLAB, è di tipo quali-quantitativo e si fonda sull’integrazione di quattro linee di ricerca complementari, concepite per osservare la lettura da prospettive differenti ma tra loro dialoganti.La prima linea di ricerca ha previsto la realizzazione di tre focus group con studenti magistrali dei corsi di Biblioteconomia e di Libro, editoria e lettura, insieme a dottorandi del “Dottorato nazionale in scienze del patrimonio culturale, curriculum editoria e innovazione: contenuti, processi e tecnologie”. Questo ha consentito di lavorare con un campione esperto, attento e sensibile ai temi trattati.
I gruppi, internamente omogenei per percorso di studi ma collocati in fasi differenti del percorso formativo, hanno permesso di discutere rappresentazioni, abitudini e strategie di lettura alla luce delle trasformazioni sociali e delle mutate percezioni del tempo nella vita quotidiana, anche in relazione ai processi di digitalizzazione.
La seconda linea ha sperimentato un diario di lettura, compilato da alcune studentesse e alcuni studenti che avevano partecipato ai focus group: uno strumento riflessivo centrato sui comportamenti effettivi, capace di restituire micro‑azioni, luoghi e tempi della lettura aumentata nel suo farsi.
Una terza linea di ricerca ha previsto un laboratorio di confronto partecipativo con due classi di scuola secondaria di secondo grado, le stesse già coinvolte nella sperimentazione condotta dall’unità di Roma Tre. Infine, un questionario quanti‑qualitativo rivolto a giovani appartenenti alla Generazione Z ha fornito un corpus esteso di dati sulle abitudini di lettura e sulle pratiche di aumento, permettendo di collocare i risultati qualitativi entro un orizzonte più ampio e comparabile.
L’elaborazione interpretativa è stata ulteriormente arricchita dal confronto con i risultati della ricerca S.T.O.R.I.E. – Storie Trasformative, Opportunità, Relazioni, Inclusione ed Emozioni, promossa da Associazione ADEI e Centro per il libro e la lettura e realizzata dal laboratorio BIBLAB. Si tratta della prima indagine nazionale sui gruppi di lettura, che offre una riflessione significativa sul valore della lettura “aumentata”, così come emerge dalle pratiche di socialità e condivisione.
L’integrazione tra queste linee di ricerca ha permesso di coniugare la profondità interpretativa dei materiali narrativi con l’ampiezza del corpus del questionario. I focus group e il laboratorio hanno restituito voci, tensioni, lessici e metafore che strutturano l’esperienza della lettura; i diari hanno messo in luce i gesti e i passaggi minuti che non sempre vengono ricordati o tematizzati a posteriori; il questionario ha permesso di verificare ricorrenze e divergenze su scala più ampia, dando spessore statistico ad alcune intuizioni emerse sul piano qualitativo.
Sulla base di questo materiale è stato possibile ricostruire alcune dimensioni fondamentali della lettura aumentata. Una prima dimensione, che definiamo “funzionale”, riguarda gli episodi in cui l’aumento è attivato per comprendere meglio un termine, un concetto, un riferimento, al fine di poter proseguire la lettura senza residui di incertezza che disturbino il flusso. Una seconda dimensione, “esplorativa”, si manifesta quando il testo diventa innesco per aprire nuove traiettorie di conoscenza: da un romanzo storico alla consultazione di mappe, da un saggio scientifico alla ricerca di articoli specialistici, dalla descrizione di un’opera d’arte alla visita – reale o virtuale – di un museo. Una terza dimensione, “connettiva”, riguarda l’uso dell’aumento per tessere reti di rimandi fra testi, autori, generi e media diversi, costruendo mappe concettuali e percorsi intertestuali personali. Vi è poi una dimensione “curiosa”, fatta di digressioni laterali, che non rispondono necessariamente a un bisogno di chiarimento, ma alla volontà di seguire associazioni e risonanze che il testo suscita. Infine, una dimensione “autoregolativa” mette in luce l’aumento come strategia per gestire l’attenzione e la concentrazione: in alcuni casi, il ricorso alla ricerca o all’annotazione serve a ritrovare il filo del discorso; in altri, la decisione di non aumentare, o di farlo solo in un secondo momento, risponde al bisogno di proteggere l’immersione dalla frammentazione.
Per sintetizzare e rendere visivamente leggibile la complessità di queste dimensioni l’unità Sapienza ha rappresentato la lettura aumentata attraverso un diagramma (Fig. 1) che incrocia due dimensioni fondamentali: la finalità dell’aumento e il suo andamento temporale. L’asse orizzontale descrive il passaggio da una lettura aumentata prevalentemente funzionale – orientata cioè a chiarire un dubbio, colmare una lacuna, permettere al lettore di proseguire – a una lettura aumentata di tipo esplorativo, in cui il testo diventa l’innesco per aprire nuove traiettorie di conoscenza, spesso eccedendo gli obiettivi iniziali della lettura. L’asse verticale, invece, mette in relazione il carattere rapido‑puntuale o prolungato dell’aumento: in basso si collocano gli interventi brevi, circoscritti a uno o pochi gesti di ricerca o verifica; in alto gli episodi che si dilatano nel tempo, modificando sensibilmente il ritmo della lettura e talvolta proseguendo oltre la conclusione del testo.
L’incrocio di questi due assi dà luogo a quattro principali configurazioni di lettura aumentata. Nel quadrante del “funzionale sincrono” rientrano gli aumenti rapidi che intervengono mentre si sta leggendo – per esempio la ricerca del significato di un termine sconosciuto o la verifica di un riferimento – e che hanno come obiettivo primario la continuità del flusso di lettura. Il “funzionale asincrono” descrive invece quegli approfondimenti più estesi che vengono deliberatamente rimandati a un secondo momento: il lettore prende nota di un passaggio, per poi dedicargli un tempo specifico di ricerca, senza interrompere l’immersione nel testo. Nella parte destra del diagramma si collocano le pratiche esplorative: nel caso “esplorativo sincrono” l’aumento resta ancorato al momento della lettura ma apre già percorsi laterali – ad esempio brevi digressioni verso altri testi, immagini o contenuti audiovisivi – mentre l’“esplorativo asincrono” rinvia a itinerari di ricerca più lunghi e stratificati, che possono condurre verso altri libri o contesti culturali che spesso proseguono oltre il tempo della lettura originaria. Il diagramma consente così di visualizzare come i lettori si muovano tra configurazioni diverse, combinando in modo dinamico funzione ed esplorazione, interventi puntuali e percorsi prolungati, a seconda dei testi, dei contesti e degli obiettivi che orientano di volta in volta l’esperienza di lettura.
A partire dal diagramma, la ricerca ha inoltre individuato alcuni archetipi di “lettori aumentati”, intesi come configurazioni ricorrenti di posture, strategie e motivazioni. Non si tratta di profili rigidi, ma di figure interpretative utili a cogliere, in forma sintetica, combinazioni tipiche di pratiche.
Il disegno di ricerca alla base delle diverse linee sviluppate dall’Unità Sapienza ha voluto mettere a fuoco proprio questa dimensione di mobilità, restituendo la lettura aumentata non come un’etichetta univoca o una pratica marginale, ma come un insieme dinamico di strategie che ridefiniscono la lettura tradizionale all’interno di un ecosistema informativo in profonda trasformazione. In questa prospettiva, emerge il ruolo potenziale delle infrastrutture del libro (biblioteche e biblioteche scolastiche in primis) e di quelle educative, chiamate a intercettare e valorizzare comportamenti oggi ancora spontanei e spesso poco consapevoli, ma che lasciano intravedere rilevanti opportunità di sviluppo per il futuro.
Riflessioni conclusive
Nel loro insieme, i risultati delle due unità di ricerca consentono di osservare la lettura aumentata da angolature complementari, ma profondamente integrate. Da un lato, la sperimentazione condotta dall’Unità di Roma Tre, attraverso l’analisi combinata dei trigger esplicitamente marcati dai lettori e dei pattern attentivi rilevati dall’eye‑tracker, mostra come l’uscita dal testo sia un momento strutturale dell’esperienza di lettura, legato a specifiche caratteristiche testuali e differenziato in base all’età e all’esperienza di chi legge.
Dall’altro, il lavoro qualitativo e quantitativo sviluppato dall’Unità Sapienza evidenzia come questi stessi gesti di aumento si distribuiscano nella vita quotidiana lungo una costellazione di pratiche situate, che i lettori attivano e modulano in relazione a contesti, tempi di vita, appartenenze generazionali e forme di socialità della lettura.
L’intreccio tra i due approcci consente di mettere a fuoco la lettura aumentata come una pratica al tempo stesso cognitiva, attentiva e sociale, ma soprattutto evidenzia la necessità di studiarla attraverso prospettive capaci di far emergere anche pratiche apparentemente divergenti, oggi sempre più diffuse. In questo senso, l’analisi sperimentale dei movimenti oculari e dei punti di fuoriuscita dal testo trova un riscontro vivo nelle narrazioni e nei diari dei lettori, che raccontano come, quando e perché scelgono di sospendere o proseguire, di approfondire o bypassare, di condividere o trattenere per sé le proprie esplorazioni. Proprio questa integrazione permette non solo di comprendere meglio la complessità delle pratiche di lettura contemporanee, ma anche di intravedere un ruolo profondamente rinnovato per alcuni attori dell’educazione alla lettura, chiamati sempre più a riconoscere, interpretare e accompagnare queste nuove forme di esperienza.