Un'antica tradizione per affermare l'accesso aperto: il preprint

Enrico Massimo Dotti

Abstract


Il lancio di Plan S nel settembre 2018 e le nuove politiche contrattuali sperimentate da importanti istituti scientifici in un confronto anche aspro con i grandi editori promettono un decisivo sviluppo dell’accesso aperto. La strada prevista è sostanzialmente quella  gold , da attuarsi attraverso il pagamento dell’APC per i singoli articoli, o tramite il modello  read and publish , che si realizza prevalentemente con la trasformazione del contratto di abbonamento in un accordo ( transformative agreement ) secondo il quale, sulla base di un costo forfettario, i ricercatori possono pubblicare e i lettori leggere gli articoli senza ulteriori oneri. Entrambi i modelli riconoscono sostanzialmente il ruolo degli editori scientifici e della  peer-review  e non interferiscono con le attuali pratiche valutative. Entrambi escludono, almeno in prima istanza, la pubblicazione da parte dell’autore dell’articolo non referato (preprint). Nel nostro articolo si discute proprio la possibilità e l’opportunità di percorrere la strada della pubblicazione senza le tradizionali forme di mediazione. In particolare, si dà conto di uno studio che analizza un gran numero di articoli confrontando la versione non referata con quella referata con lo scopo di verificare il valore aggiunto della  peer-review . Si espone poi brevemente un’indagine sulle  policy  per l’accesso aperto adottate dalle università italiane evidenziando che, sebbene una parte di esse abbia previsto modelli di  open access  non privi di efficacia, potrebbe incrementarla permettendo il deposito del preprint nell’archivio istituzionale. Si seguirebbe, in questo modo, la via proposta da Green, che prevede un modello double-step  (deposito del preprint e poi, eventualmente, della versione referata). Puntare sul preprint, per quanto in forma non esclusiva, per affermare l’accesso aperto, è oggi suggerito anche dall’atteggiamento che nei confronti di esso hanno i diversi attori della diffusione della ricerca scientifica, esemplificato dalle politiche dei grandi editori commerciali, più liberali sulla pubblicazione ad accesso aperto del preprint degli articoli pubblicati sulle loro riviste.



DOI: http://dx.doi.org/10.3302/2421-3810-201902-046-1

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